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SARKÓS: IL NUOVO SALOTTO DI GUSTO A ROMA

Da lunedì 7 novembre in piazza Iside un punto di incontro serale, dove la cucina a cura dello Chef Umberto Vezzoli è espressione di gusto e seduzione

 

Roma, novembre 2022. Cotture vivaci, fantasia di abbinamenti, ingredienti freschi e seduzione del palato a cura dello Chef Umberto Vezzoli: è questa la filosofia del nuovo Sarkós, il ristorante serale che apre lunedì 7 novembre a Roma nel Rione Monti, in piazza Iside.

Un vero e proprio salotto in una piazzetta pedonale, che è un piccolo gioiello architettonico e urbanistico dal piglio scenografico, con una scalinata che da via Labicana segna il percorso verso via Merulana e l’Esquilino: proprio qui si cela il nuovo ristorante Sarkós, con uno spazio all’aperto e due piani all’interno, dove lo stile moderno ed il design caratterizzano i diversi ambienti.

Colori caldi nei toni del marrone avvolgono gli ospiti, con comode sedute che spiccano nei toni turchesi e particolari come gli scenografici frigoriferi dove la carne di grande qualità è sottoposta alla manutenzione e frollatura ideale per mantenerne il gusto, o il bar con due sassofoni per la birra alla spina.

Aperto tutte le sere per l’aperitivo e la cena dalle ore 19, ad esclusione della domenica, come anche per eventi speciali, la cucina di Sarkós è affidata all’esperienza di Umberto Vezzoli, chef di lungo corso che nella sua carriera ha guidato importanti cucine, in Italia e all’estero, da grandi hotel di lusso a ristoranti caratteristici, fino ad avviare nuovi progetti con consulenze dedicate e Food Academy per professionisti.  

Protagonista della cucina di Sarkós è la carne di alta qualità, i migliori tagli dalle diverse provenienze, con una attenzione particolare alla cottura alla brace. Ma il menù prevede anche piatti per vegetariani e vegani, con prodotti del territorio di prima scelta, abbracciando così i gusti diversi.

Già dall’aperitivo si intuisce la particolarità di Sarkós, dove l’intento è quello di guidare gli ospiti in percorsi unici, tutti di alta qualità, con gusto e fantasia: si va, quindi, dalla “Trilogia Sarkós”, che privilegia carni come Marbled piemontese, all’”Essenziale” che vede protagonista la Danese, al “Primal Taste” con selezione di Angus Irlandese, fino all’“Orto in 4 elementi” e “Dimmi quanto sei dolce”.

Per la cena si inizia con gli antipasti: Tartare di Marbled Piemontese alla foglia d’oro e tartufo con uovo alla carbonara; Panzanella alla Toscana inzuppata nel pane con Flat Iron Steak Irlandese al Gomasio; Tataky di Sashi Finlandese con sedano e salsa di ostriche.

Per le cosiddette “mani in pasta” Vezzoli propone: Crema di zucca con cipolla rossa in tempura e ristretto di alghe Wakame; Risotto mantecato all’A.O.P. con carpaccio di Black Angus del Kansas; Fettuccine saltate alla “Nostra Bolognese”; Linguine Verrigni affumicata a trafilate oro saltate con crudo di manzo e fusione di carote allo zenzero e ginepro; Cappellaio di bufala, spinaci ai tre pomodori e basilico.

“Non togliere l’osso il meglio sta lì” è il clou del menù con la selezione di carni di alta qualità da scegliere a vista, secondo la qualità e quantità gradite. In alternativa, secondi piatti come: Le radici dimenticate del mondo Pastinaca - Magnoca - Sedano rapa - Daicon, alla curcuma e burro di cacao; Flat Iron Steak al Gomasio e zucca brasata con pistacchio; Tagliata di Vitella con topinambur e scalogno caramellato al vino rosso.

La fantasia prosegue nella varietà di proposte dolci, con mousse, centrifughe, semifreddi torte e meringhe.

Ma la particolarità di Sarkós è nei percorsi di gusto, di 4 portate ciascuno, lasciandosi guidare dai consigli dello chef Vezzoli per solleticare i sensi: “In tutti gli ingredienti c'è una struttura primaria, un'indicazione dell'intero prodotto attraverso pochissime linee, che diventano un simbolo. È per questo motivo che sono così propenso a utilizzare ingredienti con profumi e sapori primari” afferma Umberto Vezzoli. “Lo stile di cucina di SARKÓS è una fonte inesauribile di tutti questi desideri, il crudo o il “non troppo cotto” è allegro, gioioso, colorato, croccante vitaminico e veloce. La possiamo chiamare una cucina primordiale, contemporanea, per mantenere in equilibrio l’estetica del gusto. Questo stile di cucina rappresenta un passo verso il meglio, alcune idee per cambiare le proprie abitudini, ricette crude per fare il pieno di vitamine, di sostanze nutritive e di altri benefici che la natura ci offre. Abbiamo creato questo stile di cucina per farvi mangiare sano, cercando i prodotti di prima scelta, le carni migliori, ritrovare il sapore autentico della nostra terra.”

Partner di Sarkós il gin DINGLE: frutto di anni di ricerche e sperimentazioni, distillato nell’omonima città, nella contea di Kerry in Irlanda, il Dingle rappresenta in pieno l’ambiente circostante. Nonostante possa essere considerato un classico London Dry, le botaniche utilizzate per la produzione sono del tutto uniche e originali: fra di esse, infatti, si possono trovare le bacche di sorbo, il mirto di palude, la fucsia, il biancospino e l’erica tipica della contea di Kerry. Nel 2019 il gin Dingle ha ricevuto i prestigiosi riconoscimenti come miglior gin del mondo e miglior London Dry del mondo.

Sarkós, Primal Taste, deve il suo nome alla storia e a una leggenda: “Sarkós rappresenta l’equilibrio dell’uomo che rispetta ciò che lo circonda, glorificando la propria vita e quella degli altri, ma non si priva della bellezza e dei piaceri che la vita stessa può offrirgli, sempre senza abusarne usando la sapienza della parsimonia. Sarkós è un uomo antico, un uomo dal sapere perduto che rappresenta la speranza di un ritorno alle origini, la speranza di un uomo davvero pieno di valori di cui abbiamo estremamente bisogno. Spesso abbiamo la necessità di creare una storia fantastica da raccontare, per dare valore a quella vera, facendola diventare assolutamente indimenticabile.”

LA LEGGENDA DI SARKÓS

“Ci fu un tempo prima del tempo, ci fu una storia prima della storia, ci fu un eroe prima degli eroi”. Il suo nome era Sarkós e viveva libero, pieno di sentimenti originali. Il mondo di Elderlyd era andato talmente avanti che fu necessario intervenire, l’uomo nuovo non provava emozioni e sentimenti, l’uomo nuovo seguiva un programma di ciò che andava fatto, viveva come se non dovesse morire mai, moriva come se non fosse mai esistito. Lui non rispettava più la grande anima della sfera azzurra e violentava ogni sua creazione, uccideva ogni essere senza criterio, mangiava e razionava in grandi quantità per ogni suo individuo, era tutto semplicemente scritto su un copione da seguire, la libertà era un fievole ricordo e forse la più grande aspirazione di pochi eletti scampati alla colonizzazione degli occhi rossi, loro che inducevano, comandavano e distruggevano senza criterio ogni essere vivente. Sembrava non ci fosse più speranza. Si narrava al tempo prima del tempo che nel piccolo clan dei Nunciat, che vivevano al di là dell’orizzonte, nella valle della luce lontana, un bimbo dagli occhi grandi e neri come la notte antica parlava con tutte le creature della grande madre, quelle del cielo, quelle della terra, quelle del mare, quelle del gelo e quelle del fuoco. Il suo nome era Sarkós e viveva libero, pieno di sentimenti originali, come tutto il suo piccolo clan. I Nunciat erano rimasti in pochi ed erano riusciti a sopravvivere lontani grazie alle molte nobili arti che avevano elaborato. Erano abili mezzadri, ottimi costruttori, grandi protettori del fuoco ma soprattutto allevatori, guerrieri e cacciatori come non ne erano mai esistiti, vivevano protetti dalla luce lontana che solo i nati del clan potevano vedere e utilizzare come barriera di sapienza e rispetto. Il clan, o quello che ne rimaneva dei fasti di un tempo, aveva già salvato nelle epoche passate il pianeta da carestie e periodi duri, grazie alla parsimoniosa lavorazione e conservazione della carne e degli alimenti. Rispettavano enormemente da sempre ciò che cacciavano e che la grande sfera azzurra gli concedeva.Veneravano il toro come essere sacro e si distinguevano perché portavano degli elmi con le corna del loro animale guida.

Sarkós aveva il dono, quello narrato nei rotoli dell’origine, il dono che i Nunciat aspettavano dall’alba del tempo e che proteggevano da tutto il resto dei popoli di Elderlyd, il dono che avrebbe raccontato al mondo il futuro e liberato ogni singola mente della grande sfera azzurra ampliando la luce lontana, espandendola ovunque. La leggenda narrava che il ragazzo che parlava con le creature avrebbe intrapreso un lungo cammino tra le città della sfera azzurra ampliando la luce lontana, liberandole tutte dall’incoscienza, insegnato il rispetto e le nobili arti, avrebbe tramandato questo sapere alle generazioni di là da venire, avrebbe liberato non solo il mondo di Elderlyd, ma tutti i mondi successivi dal dominio degli occhi rossi, avrebbe fatto capire l’importanza della parsimonia e il concetto che ogni creatura va cresciuta, allevata e ringraziata per i suoi doni e non sfruttata e violentata ma gratificata. Sarkós sapeva che il rispetto del pianeta e dei suoi esseri viventi avrebbe reso più grande l’uomo e migliore lo spirito dell’uomo stesso, ma fece di più, andò ben oltre la leggenda, andò ben oltre i mondi successivi, andò oltre il tempo aspettando di nuovo il tempo di tornare e tramandare il sapere antico del sentimento originale, del sentimento libero, del rispetto di ogni essere vivente e della gratitudine verso essi. Sarkós avrebbe cambiato ogni tempo, quello passato, quello presente, quello futuro e quello che ancora non conosciamo.

Per informazioni e prenotazioni: Sarkós, Piazza Iside 5, Roma tel. 06.90282245 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ufficio stampa: IMAGINE Communication, www.imaginecommunication.eu

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